• Dott. Laino, siamo vicini al cosiddetto “periodo delle castagne” nel quale secondo l’antico detto i capelli cadono di più, ma è vero?
    Negli antichi detti, c’è spesso un fondo di verità : alcuni studiosi delle teorie darwiniane hanno difatti relegato in questo periodo, una sorta di “muta” dei peli corporei dell’uomo, ancora scritta nel genoma umano (identificabile con un aumento della caduta di capelli maturi), un po’ come accade più visibilmente per gli animali; del resto anche il fenomeno dell’orripilazione (i nostri brividi) sono un retaggio potenzialmente ancestrale: i piccoli muscoli presenti in ogni pelo si contraggono causando il fenomeno della pilo-erezione (la più conosciuta e rappresentata, quella dei gatti) forse un tempo creata per impaurire il prossimo (simula un aumento di volume corporeo) o per trattenere il calore nella pelliccia. Quando la temperatura si abbassava. Ovviamente stiamo parlando di suggestive ipotesi…

    In termini Medici, che cos’è la Calvizie?
    La “Calvizie” è identificata da una condizione presente sia nell’uomo che nella donna, detta “Alopecìa-androgenetica“.
    Il termine alopecìa, sta ad indicare un’assenza o una riduzione del numero dei capelli o dei peli corporei nelle aree ove essi sono normalmente presenti. Alopecia è un termine che racchiude molte patologie, spesso diverse fra loro, anche se quella androgenetica è senza dubbio, la forma di Alopecia più comune.
    Il termine “androgenetica” definisce le cause di questa condizione: “andro”, cioè ormoni androgeni maschili e “genetica”, per ciò che riguarda la predisposizione.
    L’Alopecia androgenetica però non è una “perdita di capelli progressiva”, ma una “trasformazione dei capelli” a lento decorso, che si instaura nell’uomo o nella donna con aspetti clinici spesso differenti.

    Quali sono le cause della Alopecia androgenetica?
    Nell’uomo l’Alopecia androgenetica è quindi riconducibile essenzialmente a tre fattori: la predisposizione genetica, l’età, e l’aumento dell’espressione dei recettori per gli ormoni androgeni, sui follicoli piliferi).L’ormone incriminato, è un derivato del Testosterone, il Diidrotestosterone (DHT, presente nell’uomo ma anche nella donna, a livello sierico ed a seguito di trasformazioni a livello del follicolo): il primo, viene convertito nel secondo ad opera di un enzima presente a livello del follicolo pilifero, chiamato 5-alfa- reduttasi di tipo 2: questo ormone, va ad agire sullo stesso follicolo e, quindi, sul capello, riducendolo nelle dimensioni fino a renderlo quasi trasparente ed invisibile ad occhio nudo (processo di miniaturizzazione). Nei soggetti con Alopecia androgenetica in fase avanzata, infatti, i capelli non spariscono del tutto: le aree apparentemente glabre sono ricoperte da una sottile peluria che rappresentava in precedenza, la capigliatura di questi soggetti. (FOTO 1)

    calvizie

    FOTO 1. Processo di “Miniaturizzazione del Capello” ad opera del Diidrotestosterone (DHT) commutato dall’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo II

    In pratica i soggetti calvi hanno dei capelli che si sono rimpiccioliti.
    In un certo senso, anche se i capelli non sono sempre gli stessi: ognuno di questi possiede una vita che varia dai 2 ai 6 anni circa e tre fasi biologiche principali (anagen, katagen e telogen): quando questo cade, il follicolo di appartenenza lo sostituisce con un altro; in condizioni normali, questo processo è impercettibile dall’esterno. Il nostro ormone, quindi, agisce riducendo le dimensioni del follicolo e la vita del capello (o fase anagen): più è breve il ciclo di crescita del capello, più il capello sarà ridotto nelle dimensioni.

    Quanto è diffusa l’Alopecia androgenetica nell’uomo?
    Bisogna affermare che, tutti gli uomini sviluppano nel corso della loro vita un diradamento a distribuzione androgenetica di grado variabile; ma la probabilità di sviluppare una vera e propria Alopecia androgenetica è legata al numero dei parenti di primo o secondo grado che risultano affetti da questa condizione. (FOTO 2)

    classificazione calvizie

     

    E nella donna?
    Un po’ meno diffusa, ma non certo rara, anche in questo caso c’entrano gli ormoni, ma ricordiamo che un’alopecia androgenetica femminile può nascondere alcune situazioni internistiche, per questo gli approcci fra paziente uomo e donna nella Calvizie debbono essere sostanzialmente diversi.

    Quindi, anche la donna può avere un’alopecia androgenetica.
    Naturalmente. Anche la donna produce ormoni androgeni, anche se in quantità minore; classicamente è possibile definire due tipi di alopecia androgenetica femminile: uno pre-menopausale, (evidenziabile con alcune manovre semeiologiche, come il segno dell’albero di natale) ed uno post-menopausale, maggiormente riconducibile a quella maschile. Nella donna classicamente questa patologia viene classificata in tre stadi mediante una classificazione (Scala di Ludwig). (FOTO 3)

    calvizie femminile
    Scala di Ludwig e pattern “ad albero di Natale” classificativi della AGA femminile

    Cosa sono le cosiddette “aree androgenetiche” del cuoio capelluto?
    Sono delle aree del cuoio capelluto sensibili (per motivi soprattutto recettoriali) agli influssi “negativi” degli ormoni androgeni; le altre, quelle “insensibili” vengono risparmiate: per questo la quasi totalità dei soggetti calvi infatti mantiene solitamente una “corona” di capelli ai lati e posteriormente, più o meno evidente (che rappresenta la zona non ormono-dipendente).

    E’ da queste ultime aree che vengono presi i capelli per il “famoso” trapianto?
    Si, i capelli che vengono presi da queste zone, (area donatrice) sono capelli resistenti agli ormoni: in pratica una volta trapiantato anche in un’area soggetta ad influsso ormonale, quel capello non cadrà più.

    Esistono degli novità nella diagnosi dell’Alopecia androgenetica?
    L’Alopecia androgenetica è un processo che si instaura lentamente; anche per questo motivo è possibile eseguire una corretta stadiazione, mediante degli schemi o scale classificative; esistono naturalmente altre tecniche, che valutano alcuni parametri fondamentali: il Tricogramma, IL Fototricogramma, (FOTO 4); la Foto globale, sono fra i più in uso, ma si ricorda che per una corretta diagnosi di questa condizione bisogna rivolgersi allo specialista: non di rado infatti, pazienti che presentano patologie di altra natura che possono interessare anche o esclusivamente il cuoio capelluto, (Lupus eritematoso, Lichen Plano-pilare, Alopecia areata, solo per citarne alcune), arrivano tardivamente all’appuntamento con il Medico.

    alopecia calvizie
    Un esempio di Foto-Tricogramma : distingue i capelli in fase di crescita (anagen) da quelli in fase di riposo (telogen): valuta la crescita, il numero ed il diametro dei capelli

    Sia L’Alopecia Androgenetica maschile, che quella Femminile (ad oggi meglio identificata con il termine anglo-sassone FPHL : Female Pattern Hair Loss), debbono necessariamente essere BEN inquadrate dal punto di vista nosologico e diagnostico.

    Molto di recente, sono state introdotte, delle tecniche diagnostiche digitali non invasive che potranno associarsi e forse presto sostituire le tecniche in uso, come doloroso e cruento TRICOGRAMMA (che prevede lo “strappo” di un ciuffo di capelli) o del FOTOTRICOGRAMMA (che prevede la rasatura a zero di una piccola area del cuoi capelluto):

    Queste tecniche digitali non invasive si chiamano:

    Test digitale del Diametro del Capello (FOTO 5)

    Densità Locale del Capello
    FOTO 5. Test digitale del Diametro del Capello: con questo test è possibile saggiare la differenza fra lo spessore dei capelli e stabilire il grado di importanza ed attività della Calvizie (a) Test Negativo (b) Test Positivo

    calviziea)

    calvizieb)

    Il Test diametro del capello, serve per diagnosticare il grado ed il “percorso” che l’alopecia androgenetica sta prendendo: la positività del test è data da una differenza di diametro fra capello e capello dell’area analizzata maggiore del 20%

    Il test dell’area di densità locale, serve soprattutto (assieme anche alla prima tecnica ed al PULL TEST con videat microscopico delle radici) a controllare lo stadio alla prima visita ed a valutare gli effetti della terapia che si sta attuando, nei controlli successivi.

    Quindi, da una buona diagnosi si avrà sicuramente una buona terapia, la quale però dovrà essere condotta con fiducia (e con costanza) dal paziente, poichè ad oggi, l’AGA è una situazione che può essere arrestata e curata con successo: l’importante è – e lo si ripete – la diagnosi accurata e l’inquadramento terapeutico, effettuato sempre dal Dermatologo.

    Si può curare l’Alopecia androgentica?
    Fermo restando che l’Alopecia androgenetica nell’uomo non è una vera e propria malattia, ma una condizione para-fisiologica e soprattutto nella donna è comunque sempre opportuno valutare lo stato di salute generale prima di ogni altra cosa, esistono oggi farmaci sistemici e topici, per la cura dell’Alopecia androgenetica. E’ importante sottolineare che queste terapie devono essere sempre prescritte e seguite dal Dermatologo e da lui vanno seguite. I risultati ormai sono standardizzati su scala mondiale e parlano chiaro: la percentuale di soggetti che seguono la terapia e che effettuano correttamente i controlli successivi (importanti per seguire bene i risultati delle stesse terapie) è significativa, sia in termini di arresto della Calvizie, che in termini di ricrescita (ovvero inversione del processo di miniaturizzazione) del follicolo pilifero.

    Insomma chi vuole “tenersi i capelli in testa” cosa dovrebbe fare?
    Tre consigli:
    Primo: fare grande attenzione ai “Falsi tricologi” (l’unico vero tricologo e il Medico specialista in Dermatologia) ed a chi promette – a tutti i livelli – le famigerate “pozioni magiche” per i capelli: è molto probabile che dietro si celino truffe o raggiri: quindi informarsi preventivamente sul Centro o sul Professionista è sempre buona norma.

    Secondo: scegliere il proprio Dermatologo-Tricologo di fiducia, ed affidarsi alla sua valutazione e Terapia: un referto scritto (opzionabile) che classifichi il tipo e lo stadio della sua Calvizie (consegnato al paziente) e la foto globale (stato macroscopico della Calvizie) più quelle dermoscopiche, sono il modo più chiaro ed accurato per diagnosticare e curare la Calvizie.

    Terzo: Seguire le terapie, ma soprattutto i controlli successivi mensili, trimestrali o semestrali prescritti alla fine della Visita e programmati in base al tipo ed alla importanza della situazione.

    Dott. Luigi Laino, Ricercatore Dermatologo, Roma

    Come Fare per prenotare una Vista Tricologica nel nostro Centro Dermatologico a Roma (pressi Stazione Termini)

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  • Inserito da claudia46 il 25 aprile 2017, 13:09

    sapete qualcosa riguardo la cheratina? ho visto le fibre su internet, mi sembra della marca <a href=”http://www.europacapelli.com>Toppik</a> che dicono ricostruire il pelo con velocitá ed efficacia. ho visto che sono un po’ care…qualcuno le ha provate?

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