• IL TRATTAMENTO DEL MELANOMA

    La prevenzione primaria e secondaria e la diagnosi precoce, con un intervento chirurgico tempestivo, rappresentano ad oggi i mezzi di gran lunga più efficaci per ridurre la mortalità per melanoma.

    La terapia standard del melanoma localizzato (I e II stadio) consiste nella exeresi chirurgica, con sufficienti margini di resezione. Il protocollo chirurgico però non può definirsi completato sino all’esame istologico della lesione stessa.

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    Il primo intervento chirurgico difatti viene dedicato all’exeresi della lesione primitiva, ovvero del melanoma o sospetto melanoma. Dopo la diangosi di melanoma e quindi confermata l’entità neoplastica maligna della lesione si deve procedere con l’ampliamento dei margini di resezione, la quale deve essere eseguita con un margine di 1 cm per lato se lo spessore istologico (livello di Breslow) è inferiore od uguale ad 1mm, mentre deve arrivare a 2 cm per uno spessore compreso tra 1,01 e 2mm, fino ad arrivare ad allargamenti di 3 cm di diametro per lesioni oltre i 2 mm. L’exeresi va sempre condotta sino alla fascia muscolare con rispetto della stessa. In caso di melanoma in situ, si può arrivare ad un’allargamento di 0.5cm. Il prodotto del resecato chirurgico va condotto anch’esso ad esame istologico.

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    Tale procedura, adottata come applicazione contemporanea all’allargamento chirurgico dei margini di resezione è stata, dichiarata inefficace e quindi abbandonata in primis. Ad oggi, in caso di melanoma con spessore superiore a 0.80/1mm oppure in presenza di ulcerazione, si deve procedere con la tecnica conservativa a scopo diagnostico (e non prognostico) del Linfonodo sentinella. E’ comunque dibattuto e non conosciuto il suo impatto sulla sopravvivenza del paziente.

    linfonodo sentinella Dr Laino_Luigi

    In caso di positivizzazione del linfonodo sentinella (analizzato con metodiche immunoistochimiche e prelevato dopo repere immuno-reattivo con Tc99 e gamma camera) si procede con la radicalizzazione di tutti i linfonodi iuxtaregionali potenzialmente sede di metastasi o micro-metastasi da melanoma.

    In caso di Melanoma avente metastasi in transit (III stadio C) non esiste consenso unanime sul loro trattamento: se si presentano in poche lesioni è possibile radicalizzarle o procedere con radioterapia o chemioterapia in ipertermia.

    In caso di Melanoma IV stadio, ovvero con metastasi a distanza, il trattamento chirurgico è assai insoddisfacente. L’opzione può rappresentare solo scopi palliativi: la terapia è quindi rappresentata da chemio tradizionale e/o dai promettenti farmaci biotecnologici che stanno rendendo anche in queste fasi complesse, dei risultati significativi quod vitam, ovvero sull’aumento della sopravvivenza dei pazienti.

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