• La vulvite, vaginite o vulviti-vaginite è una infiammazione estremamente comune della vagina e della vulva dovuta a numerose possibili cause infettive e non infettive.

    Vulvodinia – Img Esempio – Latuapelle.it

    Quasi ogni donna ha almeno un episodio di vulvo vaginite nella propria vita e per molti si tratta di un problema cronico. Le cause principali che possono condurre ad una vulvo-vaginite sono:

    1) infettive

    a) infettive comuni: gardnerella vaginalis, candida spp, trichomonas vaginalis
    b) infettive meno comuni : escherichia coli neisseria gonorrhoeae clamidi, stafilococchi e streptococchi, batteri gram negativi, spirochete, herpes simplex, ossiuri

    2) altri tipi di vulvo vaginiti:

    a) vaginite atrofica: da alterazioni ormonali e metaboliche
    b) stadi di immuno-deficit
    c) igiene inadeguata
    d) allergia da contatto
    e) corpi estranei
    f) tumori cervicali o vaginali
    g) irritative
    h) psicosomatica
    i) da lichen sclerosus
    j) miste

    Le vulvo vaginiti infettive
    Vulvo vaginiti batteriche

    La vaginite e la vaginosi batterica è la più frequente cause di perdite vaginali; in genere tutti i microrganismi potenzialmente cause di vaginiti batteriche possono anche far parte della normale flora batterica, ma in alcuni casi possono risultare numericamente aumentati o possono selezionarsi in ceppi ultra-resistenti (cosa sempre più frequente negli ultimi anni) e dare quindi malattia.

    La vulvo vaginite batterica, si manifesta in genere con perdite vaginali e irritazione cutanea esterna che si può associare a bruciore, cociore, fastidio, edema delle piccole e grandi labbra; in altri casi invece la vulvo vaginite batterica non dà alcuna perdita ma si associa a bruciore e secchezza delle piccole e grandi labbra.

    Cenni fondamentali vanno fatti per particolari condizioni patologiche batteriche che possono comportare se non ben curate ed eradicate, condizioni anche gravi nella donna: fra tutte ricordiamo le infezioni da Chlamidia, responsabili di una buona percentuale di sterilità nella coppia, Gonorrea, che può evolversi nella Malattia Infiammatoria Pelvica (MIP) ed in altre forme gravi di tipo sistemico (Morbo di Reiter su tutte), le quali debbono essere indagate ed escluse quando esiste il minimo sospetto clinico della loro presenza.

    Le vulvo vaginiti micotiche

    L’agente maggiormente responsabile di tale affezione è la Candida (albicans in genere, ma molti altri ceppi sono possibili). Tutte le fasce di età sono potenziale bersaglio di una vulvo vaginite candidosica: esistono però particolari condizioni favorenti questa patologia.
    Fra le più frequenti si descrivono quelle associate a diabete mellito, terapie antibiotiche prolungate, assunzione di contraccettivi orali, gravidanza, promiscuità sessuale.

    Le manifestazioni cliniche di una vulvo vaginite candidosica sono: perdite simili a ricotta associate ad arrossamento, prurito più o meno inteso e bruciore; la sintomatologia si evidenzia maggiormente in prossimità dei periodi mestruali e dopo un rapporto sessuale.

    E’ fondamentale sottolineare che una vulvo vaginite da candida, spesso non arriva da sola, ma può accompagnare (e nelle fasi iniziali addirittura coprire) altre infezioni sessualmente trasmissibili.
    Pertanto compito del Venereologo è quello di indagare da subito altre eventuali connessioni con patologie della sfera sessuale che possono celarsi dietro questa classica affezione.

    Le vulvo vaginiti erpetiche: l’Herpes genitalis

    Causa di gravi compromissioni locali e talvolta durante la prima infezione, sistemiche (febbre, artralgie) le vulvo vaginiti erpetiche sono riconducibili a infezioni da Herpes simplex di tipo I o II (e non sono da tipo II come comunemente si riteneva in passato).

    Tale patologia ha costituito negli ultimi anni una linea di confine per gli studiosi del settore e ad oggi si conosce molto di più su questo argomento: un tempo si dava per scontato che una infezione da Herpes genitalis fosse esclusivamente una malattia sessualmente trasmissibile.

    Ad oggi si sa che tale infezione non può essere esclusivamente ritenuta una MST: il virus erpetico (HSV I e II) può entrare nell’organismo anche dopo poco la nascita ed indovarsi in maniera silente nei gangli nervosi dei nervi periferici.

    Solo dopo un permissivismo immunologico (un calo anche temporaneo e locale delle difese cellulo mediate) il virus (che è epidermotropo, ovvero prediligente in maniera esclusiva la cute per la usa fase replicativa così come l’HPV) ripercorre in senso retrogrado la stessa via che ha percorso nel suo primo ingresso, arrivando fino alla superficie cutanea e mucosale, riproducendo se stesso e creando le classiche lesioni vescicolari (che si associano spesso ad edema delle piccole e grandi labbra, rossore cociore e prurito; nella prima manifestazione anche linfoadenopatie e febbre); a questo punto le lesioni ricchissime di virus ed esposte sulla superficie cutanea sono altamente infettive e costituiscono una Malattia sessualmente trasmissibile.

    E’ necessario sottolineare che questa patologia anche e soprattutto quando recidivante, può e deve essere ben curata con farmaci di ultima generazione che hanno dimostrato maggior efficacia dei loro predecessori.

    Vulvo vaginiti non infettive

    La vulvo vaginite cronica

    Tale patologia non consiste in una infezione, ma in una condizione infiammatoria cronica o ad andamento cronico – recidivante di solito – causata dalla concomitanza di più fattori.
    La vaginosi cronica o vulvo vaginite cronica è una situazione molto complessa che può impattare notevolmente la sfera relazionale e sessuale della donna: tale patologia racchiude in sé un grande capitolo di affezioni croniche o cicliche che possono alterare in maniera temporanea o perenne l’ambiente mucosale e cutaneo dell’apparato genitale esterno della donna.

    Le cause di questa situazione sono spesso miste, ma più frequentemente è possibile ricondurre a tre situazioni principali questo problema:

    a) infezioni latenti o infezioni mai eradicate
    b) condizioni infiammatorie non infettive (dermatosi psoriasi che, allergiche da contatto, irritative in primis)
    c) Lichen sclerosus: malattia infiammatoria autoimmunitaria, (più frequente di quanto non si creda) che causa se non curata un’alterazione a tutto spessore della mucose vulvo-vaginale, esitante in sclerosi e potenzialmente innescante una pre-cancerosi
    d) Situazioni connesse con la sfera psicologica della donna: le vaginosi ed il prurito psicoindotto, rappresenta un ostacolo importante al mantenimento dello stato di salute generale.

    E’ importante asserire che ogni vulvo vaginite, anche quella più complicata, può essere curata con successo; per farlo occorre una piena collaborazione fra la paziente e la propria o il proprio Venereologo (da Venere, la dea dell’amore) di fiducia, che ricordiamo essere lo specialista esperto di cute e mucose genitali.

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