• LE CICATRICI POST ACNE: PERCHÉ VENGONO E COME SI CURANO

    A Cura di Latuapelle Centro Dermatologico Roma

     

    La terapia delle Cicatrici Post-acneiche, sta ricevendo negli ultimi tempi particolare attenzione da parte del personale specialistico dermatologico, poichè, proprio negli ultimi anni, la ricerca di una “salute che passi anche per la cute ed i suoi annessi” ha spinto i ricercatori al perfezionamento degli strumenti terapeutici volti al trattamente di questa patologia ed alla scoperta di nuovi presiti sempre meno invasivi ma sempre più affini ed efficaci.

    E’ fondamentale asserire che la terapia delle cicatrici post-acneiche  DEVE essere impostata dal dermatologo sulla base del tipo di patologia riportata;

    Tale terapia non può prescindere dalla guarigione della patologia Acneica: non è difatti praticabile un percorso che miri a trattare gli esiti dell’Acne, quando l’Acne è ancora attiva

    Una volta chiariti questi due concetti ed appurato che in un paziente esiste un “problema cicatrici post-acniche” (solo chi soffre questa situazione e chi opera in questo settore sa quanto questa situazione possa notevolmente inficiare la vita sociale e relazionale) è necessario iniziare a studiare la tipologia e la gravità delle cicatrici: seguendo un percorso algoritmico diagnostico-terapeutico

    Le cicatrici post-acneiche sono di diverso tipo e gravità,

    E’ utile pertanto ricondurle a due tipologie fondamentali:

    1) Cicatrici Post-acneiche di tipo DISCROMICO : caratterizzate da macchie o macule tondeggianti del diametro massimo di pochi millimetri, NON depresse sulla superficie cutanea e di colorito variabile dal rosa al rosso al brunastro : queste cicatrici sono essenzialmente SUPERFICIALI, ovvero interessano gli strati più vicini alla superficie cutanea

    2) Cicatrici Post-acneiche IPERTROFICHE E CHELOIDEE: gravi processi cicatriziali di tipo iperproliferativo, rilevati sulla superficie cutanea, isolate o confluenti fra loro e localizzate soprattutto nella regione sotto-malare (gli angoli della mandibola), caratterizzate da lesioni papulo-nodulari variabili da pochi millimetri fino a due tre centimetri, ed aventi bordi frastagliati:

    3) Cicatrici Post- acneiche ATROFICHE : questi processi cicatriziali sono sempre PROFONDI: interessano quindi costantemente gli strati più bassi della cute (derma superficiale e profondo): solitamente lasciando integri gli strati più superficiali (si immagini un telo adagiato su una buca fatta nella sabbia)

    – la classificazione di queste cicatrici annovera tre tipologie:

    cicatrici ice-pick: puntiformi e profondissime, spesso scambiate per “pori dilatati” : sono molto difficili da trattare in senso assoluto

    cicatrici a box-car: depresse a fondo piano e con bordi taglienti : sono mediamente trattabili

    cicatrici a scodella : concave con margini più morbidi, sono quelle che rispondono meglio ai trattamenti.

    Le terapie ad oggi sono maggiormente concetrate sulle tipologie di cicatrici post-acneiche “responder” ovvero quelle che fin’ora hanno garantito un certo tipo di risposta ai trattamenti:
    le tipologie in oggetto sono quindi quelle relative alle

    1. Cicatrici DISCROMICHE
    2. Cicatrici ATROFICHE

    di terapie per le cicatrici post-acneiche ne sono state prodotte nel tempo molteplici: necessaria però la comprensione di un dato significativo:

    Se il paziente intende MIGLIORARE percentualmente le sue cicatrici acneiche è sulla via corretta e può essere eleggibile dal dermatologo per una terapia; se al contrario il paziente ricerca la perfezione – in questo caso enunciabile come la SCOMPARSA TOTALE delle cicatrici è definibile quale NON eleggibile per le terapia:
    con questo si intende far chiarezza da subito: tale patologia estetica può essere migliorata, a volte anche significativamente, ma – tranne casi del tutto eccezionali (in Medicina molto è possibile), mai del tutto.

    Sono state da tempo proposte numerose modalità di ablazione delle cicatrici post-acneiche: per tale ragione intendiamo suddividere in due grandi capitoli questi trattamenti:

    1. trattamenti dermatologici indicati per le cicatrici post-acneiche di tipo DISCROMICO (cicatrici non depresse, rosse o brunastre)
    2. trattamenti dermatologici indicati per le cicatrici post-acneiche di tipo ATROFICO

    Per il trattamento delle cicatrici IPERCROMICHE sono stati proposti diversi trattamenti tutti tesi al ripristino della normale colorazione cutanea: i Peelings chimici fin’ora hanno coperto un ruolo primario nel dispositivo terapeutico disponibile. Fra tutti, l’Acido Salicilico in concentrazioni seriate è forse – ed a nostro avviso – quello con più alti profili di sicurezza, maneggevolezza e risultato.
    Ancora, esistono alcuni laser a cromoforo (che riconoscono nel pigmento target rosso il bersaglio da colpire) utili per alcune situazioni discromiche.
    Più recentemente invece è stata proposta una particolare fonte di luce (IPL – Luce pulsata medicale) con manipoli (ovvero terminali composti da un quarzo emettente una luce in una particolare lunghezza d’onda) espressamente indicati per l’ACNE:
    La prima tipologia di trattamenti è soprattutto tesa all’azione superficiale ovvero quella di “levigazione” degli strati superiori, mentre la seconda, va ad agire mediante un BIO-Stimolo del derma superficiale (dove sono concentrate queste lesioni) ottenendo uno “remodeling” ed un rinnovamento (soprattutto operato dalle cellule dell’infiammazione cutanea) di tutta la cute interessata dal trattamento

    Allo stesso modo, ed in maniera esponenzialmente più vasta, le proposte terapeutiche per le cicatrici Atrofiche sono ad oggi molteplici e quasi tutte aventi un grado di efficacia: dai  Lasers che agiscono più profondamente (CO2 frazionato in primis) fina a peelings chimici aggressivi (acido tricloracetico) fino a vere e proprie dermoabrasioni meccaniche della cute o altre manipolazioni chirurgiche (sub-excision et cetera)

    Uno fra gli approcci terapeutici più recenti per la terapia delle cicatrici post-acneiche ATROFICHE approcciabili, è il LASER FRAZIONATO A CO2, ovvero una tecnica di bio-stimolazione del collagene autologo che si effettua dal dermatologo mediante l’utilizzo di un dispositivo LASER in grado di emettere un raggio non ablativo in grado di arrivare laddove esiste il problema, lasciando integre le parti superficiali della pelle.

    in questo modo, la biostimolazione che si viene a creare, permette il riarrangiamento delle fibre collagene ed elastiche e lo sviluppo autologo di nuovi componenti della matrice extra cellulare dermica ed ipodermica, in grado di ricompattare la cute e riempire lo spazio “vuoto” lasciato dalla medesima cicatrice.

    ecco di seguito alcuni casi di successo:

    Laser frazionato CO2 Dr Laino 1

    Laser Frazionato CO2 dopo 2 sedute

     

    Laser frazionato CO2 Dr Laino 2

    Laser frazionato CO2 dopo 2 sedute

     

    Laser frazionato CO2 Dr laino 3

    Laser frazionato CO2 dopo 3 sedute

    in conclusione: ancora una volta è necessario comprendere come solo la sede Dermatologica consista in una scelta di Sicurezza e Salute che ogni paziente dovrebbe ricercare. Quindi affidarsi al propio dermatologo è la regola base per tutelare la propria salute.

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